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Paolo Franzato legge Dino Azzalin

“Prove di Memoria” in scena a Cocquio

Un sodalizio artistico che dura nel tempo quello tra il regista-attore Paolo Franzato e il poeta Dino Azzalin, iniziato nelle manifestazioni della Patafisica a Milano negli anni 90 per dipanarsi poi in tante diverse performance. “Prove di Memoria” è l’ultimo libro di Dino e anche il titolo del recital che il regista-pedagogo varesino ha voluto inserire nella XII edizione di Teatro & Territorio, proseguendo il suo itinerario nella tappa del 16 giugno 2007 all’interno della graziosa cornice di Villa Clerici a Velate.

Venerdì 27 luglio dalle ore 21.30 sarà di scena alla bellissima Villa Ida di Cocquio Trevisago in “Poeti per una notte”, serata di musica e poesia, con Franzato interprete ufficiale di Azzalin, con la partecipazione di Romano Oldrini, mentre le musiche sono a cura di Fabio Sioli al pianoforte, Ivana Bruno al violino, Marta Rovera al flauto.

 

La Parola Danzante

Estratto dal Libro Il mio Sole, la mia Luna, Stella d’oro e d’argento. Arte e Pedagogia di Paolo Franzato. 20 anni di Teatro Culturale (1985-2005).

… L’amicizia con Paolo Franzato, nasce… dalle affinità per un mutamento sociale dove l’arte rappresenti, per entrambi, l’abbattimento dei confini e degli stereotipi che il “benpensare” ci offre. Questa scenografia, dove il corpo trova spazio fuori dal tempo reale, e quindi dotato di “architettura” propria, ci consente di entrare nella essenza pura delle cose… Il nostro percorso artistico, con i linguaggi del teatro e della poesia, si è sviluppato in modo molto simile a questa eredità brechtiana, cercando cioè di far coincidere nella forma e nella rappresentazione delle varie espressioni d’arte, in particolar modo insieme alla musica e all’arte figurativa, questa nostra idea… E in questo senso ho un ricordo particolarmente piacevole nella “Rassegna Patafisica”(Milano 1994) quando chiamai Franzato a rappresentarne i testi, in una lettura di poesia gestuale, davvero ricca di pathos emotivo... L’esperimento avvenuto nelle gallerie d’arte Microbrera e Tribeca, specificava meglio quella rivoluzione brechtiana che trovava la sua piena realizzazione in un coro comune e ben armonizzato. L’intesa fu tale che chiamai altre volte Paolo Franzato come in occasione de “La notte dei poeti” a Faido (Varese 2000/2003), e alla chiusura della mostra antologica (postuma) su Enrico Baj, da me fortemente sollecitata, che prendeva il titolo: Pictura Ut Poesis, incroci tra arte e letteratura al Castello di Masnago (Varese, 2004).

Poesia, danza, teatro, suoni, figure, emozioni, ma anche verifica di un aspetto sociale innovativo, non basato sugli aspetti formali e stereotipati, si fusero all’unisono, come strumento di risposta alla “barbarie” della realtà che Pier Paolo Pasolini aveva profeticamente e ampiamente annunciato fin dagli anni settanta. Questo “imput” creativo, forte e fecondo, viene finalmente detto e partecipato fin dagli esordi delle nostre comuni azioni ed espresso attraverso il corpo danzante della parola. Paolo Franzato, amico e compagno di strada, conferma ed esprime in modo provocatorio ma inconfutabile, il pensiero legato alle emozioni del corpo, liberando quel gesto iper-reattivo, della profondità dell’anima, che i vuoti della vita quotidiana vorrebbero confinare nella lezione freudiana dell’inconscio. Mi sembra che la nostra lunga e ricca sintonia, sia stata ed è, un rinnovato e costante “consenso informato”, sulle nuove allegorie, ma anche sulle tradizioni, del patrimonio artistico italiano nel senso più ampio.

Ecco. Io credo davvero che questa sia la strada su cui proseguire, dove i fili si congiungano e si tengano tesi per il passaggio lieve di un progetto in cui l’Arte sia davvero la contrapposizione e l’alternativa a un sistema sordo e imbalsamato che vorrebbe limitare il ruolo dell’artista nella società contemporanea.

DINO AZZALIN

Sito web: www.franzato.it

tel. 347.4657358


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